IL DOLORE ALLA SPALLA NELL’ATLETA OVERHEAD

La spalla è l’articolazione con la più ampia capacità di movimento del nostro corpo: la sua mobilità è resa possibile grazie alla sua complessa struttura anatomica, che la rende però anche una tra le articolazioni più soggette a problematiche muscolo-scheletriche. In particolare, la spalla risulta ad alto rischio infortunio specialmente negli sport overhead, dove vi sono movimenti ripetuti dell’arto superiore sopra la testa e dove il gesto tecnico principale è il lancio: ne sono un esempio la pallavolo, il basket, il tennis e le diverse discipline di lancio dell’atletica leggera.

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Il gesto tecnico overhead richiede un ottimo equilibrio tra attività muscolare e contenimento capsulo-legamentoso, specialmente se effettuato ai massimi gradi di elevazione della spalla.

Questo può portare a differenti problematiche: tra le più frequenti ci sono le patologie a carico della cuffia dei rotatori, l’unità funzionale composta da quattro muscoli ed i relativi tendini (muscoli sovraspinato, sottospinato, piccolo rotondo e sottoscapolare), che hanno la funzione di stabilizzare l’articolazione.


Possiamo trovare lesioni acute o infortuni da overuse (uso eccessivo), di cui parleremo in questo articolo.

tennis

GLI INFORTUNI DA OVERUSE

Le lesioni da overuse iniziano generalmente come un leggero dolore o un piccolo fastidio, e si sviluppano lentamente e progressivamente. Sono il risultato di traumi ripetuti nel tempo, detti anche micro-traumi, e di un uso ripetitivo dell’area che crea stress nei diversi tessuti della spalla. Le lesioni da overuse sono molto diverse, quindi, dalle lesioni acute, definite anche come macro-traumi, dov’è possibile, nella maggior parte delle casistiche, ricordare l’evento scatenante i sintomi (per esempio una lussazione o una lesione tendinea avvenuta durante l’attività sportiva).
Emersi i primi fastidi o dolori all’articolazione, è molto importante agire quanto più prontamente possibile per non incorrere in problematiche più severe e tempi di recupero necessariamente più lunghi.

Vi sono diversi fattori che possono portare allo sviluppo della problematica e conseguentemente all’infortunio, ed è frequente la casistica per cui si presentano più fattori contemporaneamente.

overuse injury

Disuse: il ritorno allo sport dopo un periodo di inattività in modo troppo intenso e/o con progressioni di lavoro troppo rapide rappresenta una delle modalità più frequenti da cui deriva l’infortunio. Un classico esempio è sollevare pesi pari a quelli utilizzati prima dello stop, oppure tornare a competere a livello agonistico senza aver rispettato i tempi fisiologici di ripresa di tonicità, forza e mobilità dell’articolazione. Procedere per gradi è essenziale!

Abuse: aumentare troppo precocemente frequenza, intensità o durata dell’allenamento è un’altra casistica spesso verificatasi, soprattutto tra gli atleti che bramano di rientrare in campo il prima possibile. Così facendo, però, si affrettano i normali tempi di adattamento muscolar-scheletrici così importanti per una progressione salutare ed efficace.

New use: l’inizio di una nuova attività o il cambio di un fattore importante può essere sufficiente per modificare le tensioni e gli stress a livello articolare. Un semplice esempio, ma assolutamente non banale, può essere anche soltanto cambiare la racchetta da tennis (dunque pesi e misure diverse).

Misuse: è abbastanza logico pensare che un errore nel gesto tecnico, ripetuto continuamente, possa portare al dolore e possibilmente all’infortunio, ma anche il ruolo degli attrezzi utilizzati durante l’attività sportiva gioca un ruolo fondamentale. Prendendo nuovamente come esempio la racchetta da tennis, essa può essere il motivo dell’infortunio sia se utilizzata impropriamente sia se non è la più adatta all’atleta in questione (può essere difatti eccessivamente pesante o grande rispetto alle caratteristiche fisiche dell’atleta).

Overuse: è importante non esagerare con l’allenamento, in quanto fare troppo è dannoso tanto quanto fare troppo poco. Per il mantenimento di una condizione fisica ottimale, è necessario dare priorità agli allenamenti e, assolutamente non da meno, al riposo che intercorre tra di essi.  

Fattori biomeccanici: non è insolito il caso in cui un atleta esegua correttamente il gesto tecnico, con l’attrezzatura a lui più idonea, rispettando i tempi di recupero tra gli allenamenti, ma si trova comunque a combattere contro dolori e fastidi. È bene ricordare, quindi, che in aggiunta a quanto sopra citato, esistono dei fattori biomeccanici da tenere sempre in considerazione per evitare lesioni, tra cui quello di assicurarsi un ottimo equilibrio tra forza e mobilità dell’articolazione.

VALUTAZIONE DELLA PROBLEMATICA

Innanzitutto, la causa del dolore alla spalla potrebbe non essere direttamente nella spalla! Diventa fondamentale, quindi, effettuare una valutazione approfondita per individuare la causa del problema, ed una buona valutazione fisioterapica può essere così strutturata:

  • Intervista: localizzazione del dolore tramite body chart, decorso clinico del dolore, fattori che ne incrementano/riducono l’intensità, il suo andamento nelle 24h ed altre domande pertinenti alla salute generale e abitudini dell’atleta.
  • Esame fisico: valutazione dell’articolarità e della forza dei muscoli della spalla.
  • Eventuali test specifici della spalla (test di Jobe, test di Patte, lift off ecc.).

A seconda dei risultati ottenuti durante la valutazione, viene impostato un programma di trattamento su misura per ogni atleta, comprendente terapia manuale ed esercizio terapeutico. Gli esercizi sono fondamentali per la risoluzione di qualsiasi problematica muscolo-scheletrica del nostro corpo e ancor di più quando la diretta interessata è l’articolazione della spalla.

L’obiettivo primario è ridurre il dolore e la limitazione funzionale che ne deriva. Per ottenere questo risultato è necessario poter riprodurre un movimento corretto, quindi avere articolarità completa in tutte le direzioni, buon reclutamento e bilanciamento della muscolatura e buon controllo neuromuscolare. Solo in seguito è possibile, e consigliabile, lavorare su forza e resistenza della muscolatura, su fluidità e precisione del movimento e su velocità e forza esplosiva.

scapola

La riabilitazione si basa su esercizi a catena cinetica chiusa ed a catena cinetica aperta, con pesi, elastici o a corpo libero, al fine di rinforzare tutta la muscolatura ed in particolar modo la cuffia dei rotatori: row, variazioni di plank e push up, esercizi alla pulley sono solo alcuni esempi.

Infine, è sicuramente utile la valutazione del gesto tecnico sport-specifico insieme al preparatore atletico ed eventualmente al fisioterapista. Correggere i movimenti sbagliati che vengono continuamente ripetuti durante l’attività fisica evita il continuo stress su determinate strutture della spalla, che possono andare incontro a problematiche e possibili infortuni!

COME FARE PREVENZIONE

La prevenzione è fondamentale sempre, ad ogni età e per qualsiasi sport. Un’attenzione ancora più puntuale deve essere posta sulla spalla degli atleti overhead. È altamente consigliabile una valutazione all’inizio dell’attività e durante la preparazione atletica, in quanto con il tempo possono emergere eventuali deficit muscolari indesiderati che possono dare origine ai primi segni dell’infortunio da overuse (dolore e fastidio).

Anche in assenza di deficit si può lavorare sulla prevenzione? Assolutamente sì! Per esempio, tramite esercizi di rinforzo specifici e globali, lavorando su forza esplosiva, pliometria, propriocezione e precisione. Di seguito alcuni esempi concreti:

  • Forza esplosiva: lancio della palla medica a terra o sopra la testa verso l’alto.
  • Pliometria: lancio della pallina da tennis contro il muro, ripresa e rilancio, eseguito il più velocemente possibile. Per aumentare la difficoltà di questo esercizio, lo si può svolgere con appoggio mono-podalico (su un piede).
  • Propriocezione: lavoro in carico, ad esempio un push-up, su superficie instabile come una tavoletta priopriocettiva.
  • Precisione: lancio di una palla verso un obiettivo da colpire, statico o mobile.

Infine, l’allenamento della forza negli sport overhead dovrebbe essere sempre abbinato ad un programma di rinforzo di tronco e gambe: l’efficacia di un lancio, infatti, dipende anche dalla forza globale dell’atleta e non solo dalla forza dell’arto superiore!