STORIE ED EMOZIONI: GLI INGREDIENTI PER VERI CONTENUTI DI VALORE, CON ANDREA GIOVANNI SPINELLI

LE MIE ORIGINI

Scrivere fa parte di quello che è il mio lavoro. Scrivo storie. Immagino storie. Racconto storie.

Fin dalle medie amavo l’arte di strada, i graffiti, soprattutto mi attraevano i disegni. È bastato poco prima che passassi da semplice osservatore ad improbabile artista, e sebbene non sia mai stato bravissimo, ho iniziato ad esprimere emozioni, idee e sentimenti su bianchi fogli di carta o attraverso i graffiti.
Era perciò logico che il mio desiderio fosse quello di fare il Liceo Artistico, ma dovetti battermi contro il volere di mia mamma che voleva che “studiassi veramente”. Mi iscrissi quindi al Liceo Scientifico Tecnologico, e gli anni passati a studiare in quella scuola mi tolsero il prezioso tempo libero prima investito per disegnare, oltre ad essere spesso impegnato in avventure con gli amici o su un campo di calcio.

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Durante le superiori iniziai ad ascoltare molta più musica, ed essendo amante della cultura pop e dell’arte di strada, il genere che più mi affascinava era il rap italiano. A quell’epoca i Club Dogo erano un gruppo emergente che stava iniziando ad entrare sempre di più nel main stream, ed è in questo periodo che cominciai ad essere totalmente ammaliato dai loro, ma non solo, video musicali. Ne guardavo a centinaia, uno dopo l’altro, rapito qual ero dalle storie e dagli effetti di luce che i registi creavano, affascinato dalla quantità di emozioni generate dall’unione di parole, suoni, colori ed immagini. Tra tutti, i videoclip dei Club Dogo erano i miei preferiti, diretti magistralmente dalla persona che da sempre rappresenta per una fonte di ispirazione costante: Giuseppe Romano (aka Pepsy Romanoff).

I PRIMI PASSI NEL MONDO DELLA FOTOGRAFIA

Finite le superiori non sapevo cosa fare di preciso nella vita, studiare non mi piaceva, non ero una persona ambiziosa e non pensavo che fare video potesse essere un vero lavoro.
Così per un anno lavorai nell’azienda di famiglia facendo lavori umili come consegnare materiale per le pulizie ed il portinaio. Sempre in orario, preciso, rispettoso, mai una parola fuori posto, ero un ottimo lavoratore, ma quella vita mi annoiava. Non avevo stimoli e non ero stimolato.

Credo che abbia vissuto la mia Epifania il giorno in cui mia mamma mi ha detto “fai qualcosa che ti piaccia e che ti rende libero”. Da allora tante cose sono cambiate.

Prime fra tutte, decisi che avrei fatto il fotografo, consapevole di non aver mai tenuto in mano una vera macchina fotografica e di non essere mai stato su set importanti, ma altrettanto consapevole di essere una persona diligente, tanto da essere sicuro di poter replicare la serietà mostrata nei lavori più umili nell’impararne uno nuovo. Un lavoro che però sentii più mio, più vicino ai miei desideri e bisogni personali.

Andrea Giovanni Spinelli

Nei primi tempi partecipai a dei piccoli corsi di fotografia, ma capii fin da subito che per imparare veramente il mestiere, e l’arte che ne è dietro, avrei dovuto passare del tempo con chi realmente lo faceva di professione.
Così, mentre ancora studiavo, mandai 50 mail a fotografi e studi di fotografia, di cui mi rispose soltanto uno.
Iniziai a fare da assistente a questo vecchio fotografo, e la situazione mi divertiva molto perchè era una persona molto esperta, ricco di esperienze vissute anche oltreoceano, in America.

I primi lavori ci portarono in Liguria, Toscana e Brescia, regioni e città che visitammo in poche settimane. Le attività erano tante e le emozioni erano forti: stavo vivendo un sogno! Abituato com’ero ad una fredda, piatta ed impersonale routine, vissi con tanta felicità gli spostamenti quotidiani per fare set diversi e conoscere persone nuove, artigiani e professionisti del loro mestiere.

Andrea Giovanni Spinelli

DALLA FOTOGRAFIA AI VIDEO: NUOVE ESPERIENZE, VIAGGI ED EMOZIONI

In seguito a queste esperienze, seguii un corso di videomaking nella scuola di Pepsy Romanoff, direttore cinematografico di fama internazionale, soprattutto nel settore musicale. Da lì a poco iniziai a lavorare in uno studio di Milano che veniva noleggiato da persone diverse ogni giorno per realizzare spot televisivi (italiani e stranieri) e web series, e noi avevamo il compito di aiutare i set e creare lavori interni dello studio.

Mi sembrava di essere nel paese dei balocchi: in un anno la mia vita era cambiata profondamente, lavoravo in uno studio ogni giorno ed ero costantemente circondato da artisti dalle mille sfumature professionali.
Ero così preciso ed amante di quella situazione che dopo qualche mese il proprietario, vedendo che arrivavo sempre 15/20 minuti prima dell’orario di apertura, mi ha dato le chiavi per aprire. Cosciente di maggiori responsabilità e delle opportunità fornitemi, inizia a studiare e formarmi sul mondo del marketing, della finanza personale e sul business in genere.

Amai lavorare in studio fino a quando quella creativa quotidianità non cominciò a sembrarmi una routine non costruttiva per quello che volevo fosse il mio futuro.
Dopo 3 anni dissi basta.
Non vedevo crescita, mi sembrava di essere sempre nello stesso punto e non sentivo tutto il mio potenziale realmente espresso.
Non avevo clienti fissi, non avevo nessuno con me, ero soltanto io e la mia passione per il mio lavoro.
Vidi la nascita di Instagram come un asset e così cominciai a lavorare per mostrare i miei contenuti.

FITNESS, SOCIAL MEDIA E LA FIGURA DEL CONTENT CREATOR

Con alcuni amici iniziai a creare contenuti soprattutto nell’ambito fitness, e piano piano il passaparola si è diffuso così tanto che in poco tempo cominciai a lavorare con importanti Youtuber ed influencer del settore.
In breve capii che soltanto i bei contenuti non bastano, serviva realizzare una strategia, stabilire degli obbiettivi e sviluppare spiccate doti di marketing.
A quel punto, Davide, uno dei miei migliori amici con cui avevo già portato avanti dei progetti, aveva iniziato a interessarsi del mondo del marketing online e dell’advertising. Abbiamo quindi unito le forze e fondato fondata quella che oggi è NOA, una realtà basata su professionisti nel settore digital con competenze verticali e visione orizzontale.

Grazie alle competenze acquisite ed alle esperienze vissute, credo profondamente di essermi calato sempre di più nella figura del content creator, persona responsabile per la creazione di contenuti sui social media per sé ed i propri clienti, ma non solo. In un mondo sempre più dominato da logiche dettate da enormi piattaforme sociali digitali, il creator deve avere competenze super orizzontali: il saper fare belle foto e video deve unirsi alla capacità di interfacciarsi con imprenditori e parlare di marketing, strategia e business.

Andrea Giovanni Spinelli

Molte persone che hanno brand e attività ancora non capiscono le potenzialità di una buona comunicazione online, e soprattutto una fondata su immagini, e quanto un creator professionista possa aiutare il loro brand ad essere compresi dal pubblico, o quantomeno dignitosamente presenti online.

Nonostante la grande domanda, il content creator deve assolutamente essere proattivo verso il mondo del lavoro, quindi costantemente alla ricerca di nuove opportunità, sperimentatore di nuovi format, portatore di nuove idee e analisi sui trend digitali futuri.

IL MIO TRAGUARDO PIÙ GRANDE

Di foto ne ho fatte tante, di video forse ancora di più, ma il progetto che mi rende ad oggi più fiero è la realizzazione del mio primo libro, dedicato ai creator.

Lavorando con un metodo del tutto sperimentale (a distanza di circa 10.000 chilometri!), io e Andrea Famularo abbiamo scritto un libro che spiega come scrivere storie. È un testo ricco di parole e immagini utili ai giovani creator che vogliono imparare a creare contenuti che sappiano raccontare storie più significative e d’impatto.
Abbiamo realizzato questo libro per piacere personale e per poter aiutare i creator a migliorarsi nell’arte dello storytelling.

Nel libro abbiamo unito tre parti ugualmente importanti.
Una prima parte, più tecnica, in cui spieghiamo cos’è lo storytelling e come massimizzarne l’efficacia all’interno dei contenuti. Una seconda parte dove Andrea racconta i miei viaggi intorno al mondo, ed una terza dominata da un’impostazione puramente creativa, riportante circa 150 mie foto scattate in giro per il globo e poesie realizzate da Andrea durante i suoi viaggi.
Benché consapevoli che il risultato finale non sia perfetto, sono contento ed orgoglioso di come è uscito e delle scelte che abbiamo fatto, tra cui, forse la più importante, quella di rendere il libro solo cartaceo e non digitale.
Una decisione difficile per il fatto che così facendo abbiamo rinunciato ad un numero maggiore di vendite dovute al prezzo minore della versione digitale, sacrificando perciò un guadagno maggiore. La scelta però ha dato i suoi frutti viste le molte recensioni positive legate soprattutto all’esperienza vissuta dall’acquirente durante la lettura di un prodotto cartaceo (esperienza che si sarebbe persa facendo il testo digitale).

LE ARMI DEL MESTIERE

Negli ultimi anni le case di produzione delle fotocamere hanno fatto passi avanti incredibili nel realizzare camere leggere e con una altissima qualità dei sensori.
Ad oggi lavoro con una fotocamera Sony, che mi permette di avere un’ottima qualità dal punto di vista sia fotografico sia video. Per quanto riguarda quest’ultimi mi piace tanto lavorare con camera a mano, e so anche che alcuni movimenti di camera hanno una realizzazione più precisa con l’utilizzo di uno stabilizzatore, infatti ho da poco fatto un upgrade del mio stabilizzatore prendendo il Ronin RS2.
La mia ottica preferita per la realizzazione dei video è il 28-75 Tamron, ottica super versatile che mi permette di realizzare in maniera rapida diverse inquadrature. A 28 ho la possibilità di creare dei grandangoli e cercare inquadrature più distorte, mentre a 75 ho la possibilità di lavorare con un piccolo tele per realizzare inquadrature strette ed entrare di più nella scena.
Per i contenuti che andremo a realizzare in 10XAthletics utilizzerò prettamente la camera a mano per poter raccontare al meglio la faccia e lo sforzo degli atleti.

Per quanto riguarda la parte fotografica utilizzo prettamente due tipologie di ottiche: 50mm e 85mm.
L’utilizzo di una rispetto all’altra dipende dallo spazio in cui sono a scattare e da quanto mi interessa far vedere l’ambiente che mi circonda. Sicuramente per la tipologia dei contenuti che andremo a creare in 10XAthletics lavoreremo con entrambe le ottiche.

Nel prossimo futuro mi piacerebbe investire su una camera più legata al cinema, come una Blackmagic o una Red, per poter sperimentare di più a livello registico.

Alle tante storie che aspettano ancora di essere raccontate!

Andrea Giovanni Spinelli – Videomaker & content creator 10XAthletics